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Cividale - Galenica avanti tutta. Di fronte al rischio che, a livello nazionale, si perda questa specialità fondata sulle preparazioni magistrali, i farmacisti riuniti a Cividale del Friuli da tre giorni per affrontare il tema della figura e dell'attività della professione nel corso dei tempi, guardano al Friuli come buon modello di galenica ampiamente applicata nelle farmacie, grazie anche all'impegno in questo settore profuso dal presidente dell'Ordine dei farmacisti della Provincia di Udine, Michele Favero. E' stato lui a portare i saluti dell'Ordine all'apertura del Congresso nazionale di storia della farmacia (AISF) che, conclusosi oggi, ha attratto oltre cinquanta farmacisti provenienti da varie regioni d'Italia, interessati a capire in che modo la galenica possa sopravvivere e ritornare ai tempi d'oro.
Dalla galenica alla valorizzazione della farmacia che si coniuga con la storia di un territorio: “Molti farmacisti, soprattutto quanti hanno la farmacia all'interno di un locale storico, sono interessati dalla proclamazone Unesco di Cividale e, quindi,tengono sotto osservazione la nostra cittadina longobarda, dove ci sono due farmacie in locali storici, per ispirarsi a un luogo che sta cercando di coniugare la missione tradizionale della farmacia con la diffusione, ad esempio, dei metodi di cura al tempo dei longobardi”, ha spiegato il farmacista di Cividale Franco Fornasaro, dell'omonima farmacia. Dal canto suo, il presidente dell'Ordine, Favero, ha ricordato la natura sociale propria della farmacia che deve cercare di non farsi catturare da derive commerciali e consumeristiche.
Molti i vantaggi dei preparati galenici per i pazienti: questi medicinali su misura allestiti dai farmacisti consentono di personalizzare il dosaggio in base alle necessità del paziente - come nella terapia del dolore severo o nel caso di dosaggi orfani non prodotti dalle industrie farmaceutiche -, di usare principi attivi difficilmente o non più reperibili (nel caso di farmaci che risultano essere poco remunerativi per l’industria farmaceutica), di allestire medicinali instabili che l’industria non può produrre, di associare più principi attivi in un’unica formulazione in modo da ridurre il numero di somministrazioni e gli errori legati alla somministrazione di più farmaci contemporaneamente e consentono anche di variare la forma farmaceutica rispetto a quella del prodotto industriale (es. per pazienti terminali con difficoltà di deglutizione i principi attivi possono essere formulati in gel anziché in capsule o compresse), infine permettono di variare gli eccipienti per pazienti intolleranti.
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