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Pordenone Start Up PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Prov. Pordenone   
Venerdì 26 Febbraio 2010 14:57

Riunione operativa del comitato di Pordenone Start Up all’insegna della tecnologia. Ieri, nella sala Giunta della Provincia, l’assessore all’Innovazione Giuseppe Pedicini, promotore del progetto, ha contattato via Skype l’ingegner Diego Ventura – il manager della No Hold, società high tech con sede in California, che è stato uno dei protagonisti della prima edizione di Pordenone Start Up, insieme a 3 imprenditori della Silicon Valley – per discutere dell’avvio dei lavori. Ventura si trovava infatti a Chicago per lavoro ed è stato presente all’intera riunione dando immediatamente il suo apporto pratico al progetto.

 

Pordenone Start Up, il progetto che ha come obiettivo il rilancio del territorio, inizia così a prendere forma. Confermato il ruolo di ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti dell’ingegner Ventura, che nel mondo degli investitori della Silicon Valley e dell’imprenditoria internazionale ha una posizione privilegiata, cominciano a delinearsi i compiti dei membri del comitato, che faranno poi confluire le loro idee in un progetto complessivo. A coordinare i lavori sarà Franco Scolari mentre, in linea di massima, Giuseppe Bortolussi potrebbe occuparsi di infrastrutture, Giuseppe Toffoli dello sviluppo della ricerca farmaceutica, Walter Furlan delle potenzialità di sviluppo delle imprese locali, Guido Pedrazzoli dell’attività e delle strutture di supporto alle aziende, Roberto Pessot della riqualificazione del personale aziendale, Alberto Sandrin e Giovanni Lessio del ruolo delle banche nei confronti delle imprese.

“La Provincia svolgerà il ruolo di coordinamento di area vasta che le è proprio – sottolinea Pedicini – il punto di partenza è l’innovazione, e la costituzione del pordenonese come polo d’attrazione per nuove imprese, azione che dovrà trovare forza in agevolazioni anche legislative e facilitazioni burocratiche messe in campo dalla Regione promuovendo il territorio come preferibile e papabile per lo start up di nuove aziende. Ma anche la riqualificazione, il recupero e la proiezione al futuro delle imprese esistenti. E’ infatti ora di costruire; bisogna creare nuovi posti di lavoro e prospettive, soprattutto in vista del fatto che gli ammortizzatori sociali, di cui si è fatto largo uso a causa della crisi, non dureranno in eterno”.

 


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