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Avanti con le riforme per dare più competenze alle province PDF Stampa E-mail
Scritto da Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia   
Giovedì 28 Gennaio 2010 20:42

Approvato stamane il bilancio e il programma attività per il 2010 dell'Unione province del Friuli Venezia Giulia.
Udine, 28 gennaio 2010 - Rilanciare il negoziato con la Regione per accelerare il trasferimento di competenze e risorse alle province, rafforzando il loro insostituibile ruolo nella gestione del territorio. E' questo il messaggio dei rappresentanti delle quattro province del Friuli Venezia Giulia riunitisi stamane per approvare (all'unanimità) il bilancio di previsione e il programma Upi (Unione province italiane) per il 2010.


Programma - Il documento -redatto dal presidente della Provincia di Pordenone e presidente Upi Alessandro Ciriani in collaborazione con il direttore Upi Rodolfo Ziberna- ribadisce le richieste già formulate alla Giunta Tondo durante un vertice dello scorso 5 ottobre e cioè delegare alle province alcune funzioni che nel resto d'Italia sono normalmente affidate alle province stesse: la formazione professionale, l'urbanistica e la pianificazione territoriale, la gestione di energia rifiuti e acque (e l'abolizione degli attuali enti gestori non elettivi) le direzioni dei lavori pubblici (il cui trasferimento coprirebbe in parte le carenze di personale denunciate dalle province) e “anche – ha aggiunto il presidente provinciale Enrico Gherghetta- i consorzi universitari e gli Ater (le aziende territoriali per l'edilizia residenziale, ndr). La relazione Upi sottolinea peraltro che la Regione ha già aperto tavoli tecnici finalizzati a soddisfare alcune richieste, ma ora le province (presenti all'incontro anche il presidente Pietro Fontanini per Udine e l'assessore Godina per Trieste) vogliono stringere i tempi per giungere a risultati concreti.

Bilancio - Il Bilancio di previsione Upi è in pareggio e ammonta a 505 mila euro, circa 123 mila in meno rispetto all'anno scorso. Solo pochi anni fa si aggirava sul milione di euro, per cui è sceso di circa il 50%. Un bilancio che quest'anno ha fatto i conti con la crisi, “per cui – ha sottolineato Ciriani – abbiamo tagliato le spese non essenziali, anche per dare un segnale di austerità”.

 

 


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