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| Un ricordo vivo e fecondo |
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| Scritto da Ufficio Stampa Prov. Pordenone |
| Mercoledì 27 Gennaio 2010 16:57 |
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Qui il primo a prendere la parola è stato il presidente della Provincia Alessandro Ciriani: “Sarebbe un grave errore cristallizzare la memoria confinandola nei libri di testo o nei musei; deve invece diventare momento vivo e spunto di riflessione quotidiana per comprendere che la dignità dell'uomo è il limite invalicabile da non superare mai” - ha concluso. Sono nata e cresciuta in Israele -ha sottolineato Anat Hila Levi, presidente provinciale Associazione Italia-Israele- e posso testimoniare il dramma dei sopravvissuti ai campi di sterminio. Costoro hanno sofferto tre volte: prima hanno subito la follia nazista, poi si sono trovati senza casa, famiglia e patria e infine hanno trovato nello Stato di Israele una patria senza pace, ancora oggi minacciata: penso all'Iran di Ahmanidejad che nega la Shoa, arma i terroristi e punta i suoi missili su Israele. Ecco perche -ha concluso- oggi non possiamo solo piangere i morti dimenticando il dramma dei vivi”. E' intervenuto per un breve ma significativo saluto anche un rappresentante dell' Associazione nazionale ex deportati politici. “La mia esperienza e testimonianza – ha affermato- la rivolgo soprattutto ai giovani, forse perchè sono stato strappato da casa e dagli affetti quando ero solo un ragazzo”. La cerimonia si è poi spostata nella sala consiliare della Provincia per la toccante consegna delle medaglie. A porgerle agli ex deportati o ai loro cari c'erano il prefetto Pierfrancesco Galante, il sindaco Bolzonello e il presidente provinciale Alessandro Ciriani. |